Qualche tempo fa Bulogorate ha proposto un post chiamato “Dal Target al Network”, in cui si invitata alla lettura di un testo “Internet P.R. – Il dialogo in rete tra azienda e consumatori”. Testo che, oltretutto, abbiamo trovato decisamente interessante per diverse ragioni.
Dopo aver letto il libro e aver iniziato a seguirne l’autore in giro per il web, Bulogorate ha pensato di proporre direttamente a lui qualche domanda riguardo allo sviluppo della comunicazione in rete.
Marco Massarotto, questo è il nome dell’ autore, ha infatti risposto a qualche domanda offrendoci una nuova possibilità di riflessione.
Speriamo siate curiosi!
Bulogorate – Porrei subito l’attenzione su un fattore, secondo me, fondamentale: l’ascolto. Non esiste processo di comunicazione senza ascolto, ma paradossalmente pare che fino a pochi anni fa le aziende si accontentassero di “fare senza”.
Bulogorate. In che modo le nuove applicazioni di internet rinnovano il processo di comunicazione e cosa possono trarne le aziende e i potenziali utenti/consumatori?
Marco. In realtà le aziende hanno sempre ascoltato il mercato, con le ricerche e le rilevazioni più disparate. Il limite di questi strumenti è che sono artificiali e difficilmente le persone convocate nei focus group esprimono davvero quello che pensano. Su internet si può trovare la voce spontanea del proprio mercato, poi va analizzata e “pesata” nel modo corretto, e qui torneranno le professionalità del settore.
Bulogorate. Quali sono le nuove frontiere dell’ascolto e della gestione della reputazione per le Aziende in rete? Possiamo dire che internet è (o sarà) l’ambiente dove si potranno creare nuove opportunità di lavoro nella comunicazione d’impresa?
Marco. Si sono già create molte opportunità di lavoro, la nostra agenzia ha creato più di 20 posti di lavoro dal nulla in tre anni e moltissime aziende stanno cercando figure dedicate ai social media o al web in generale. Le attività che si stanno affermando e si affermeranno sono il monitoraggio della brand reputation, il community management e le p.r. nel senso di saper creare eventi online, di costruire attenzione e partecipazione.
Bulogorate – Come si evince dal libro “Internet P.R.”, l’applicazione del “web 2.0” determina inevitabilmente lo spostamento di attenzione dal mezzo di comunicazione ai soggetti coinvolti nel processo di comunicazione:
Bulogorate. Credi che ciò comporti per le aziende la necessità di essere quanto più trasparenti possibile?
Marco. Una buona comunicazione si è sempre concentrata sulle persone e non sui mezzi. Internet ha dato alle persone un grande protagonismo e rende impraticabile una cattiva comunicazione, cioè quella fatta pensando al mezzo e non ai destinatari.
Bulogorate. In che modo l’incapacità di attuare una comunicazione fedele alla realtà potrebbe ritorcersi contro l’azienda stessa?
Marco. Non credo si ritorcerà contro l’azienda la cattiva comunicazione, ma il cattivo comportamento. Le aziende sono sempre più esposte al “ritorno” del comportamento proprio e di chi le rappresenta (dipendenti, manager, partner…). E’ importante comunicare bene online per contenere e gestire situazioni di crisi che nascano da un comportamento dell’azienda.
Bulogorate. Perché è così difficile per le imprese (o per chi fa comunicazione in esse) trovare quella che tu chiami “terza voce, quella relazionale… vera, diretta, varia”?
Marco. Perché è una voce nuova, e come tutte le cose nuove non si trovano coi processi esistenti, ma occorre sempre tempo e…fatica. Ma è anche una grande opportunità e molte aziende stanno iniziando a coglierla.
Bulogorate. Credi che le aziende stiano accogliendo le novità di cui racconti nel tuo libro come un’opportunità o trovi che ci sia un po’ di reticenza se non addirittura di resistenza all’innovazione? L’eventuale resistenza deriva da un problema di costi o di “incomprensione del problema” da parte della coalizione dominante?
Marco. Vedo tre atteggiamenti:
- L’adozione (e comprensione) di Internet come piattaforma di comunicazione e quindi di tutte le opportunità che offre.
- La ricerca di scorciatoie o un uso di internet fatto con logiche non proprio adatte o, peggio, la gestione di attività su internet tanto per dire che le si fanno.
- Uno stupore cosmico che lascia molte aziende ancora “paralizzate” di fronte alla Rete dovuto a ignoranza (non più giustificabile ormai, però) o paura di confrontarsi con strumenti nuovi.
Bulogorate – Io come te, credo che il web stia spalancando molte nuove porte per la comunicazione, ma mi accorgo spesso che questo valore non è colto da coloro che lo utilizzano (a prescindere dal loro ruolo).
Bulogorate. Credi che esista un modo per “educare” all’utilizzo dei nuovi canali presenti in rete o che ci sarà un’evoluzione naturale che ci porterà ad avere utenti più consapevoli e manager più lungimiranti?
Marco. Si esiste, basta studiare (e ci sono fin troppi momenti di formazione) e soprattutto USARE internet, praticarlo, conoscerlo in prima persona. Vedo troppi manager commissionare lavori su facebook senza esserci.
Bulogorate. Il passaggio dall’era dei mass media a quella dei personal media è oramai iniziata. Quali saranno i tempi e i modi, secondo te, di questa evoluzione? Come cambieranno i rapporti di forza tra gli strumenti utilizzati oggi dal relatore pubblico (media, lobby, internet, rapporti personali, etc)?
Marco. I tempi sono già passati, nel senso che non è qualcosa che sta arrivando è qualcosa usato quotidianamente da 20milioni di italiani. Credo che internet finirà per fondere e riunire in sé tutte le ipogee di contenuto (testo, immagine, audio/radio, televisivo… e che serviranno le tecniche.