Amministrare comunicando. Intervista a Matteo Burico

18 Dic

Le scorse settimane sono state molto ricche di pioggia. Quando piove si possono fare un milione di cose. Ho fatto allora, un giro in internet per guardare la situazione dei fiumi e torrenti che scorrono intorno al mio paese. In rete sono stato accolto da una sorpresa: ho trovato tutto quello che cercavo; Facebook e Twitter mi informavano in tempo reale sulla chiusura delle strade, dei sottopassi e su tutte le situazioni di maggiore pericolo. Dietro questi costanti aggiornamenti c’era (e c’è!) un ragazzo che “per divertimento” fa l’Assessore ai Lavori Pubblici al Comune di Cartiglione del Lago.

Simone

Bulogorate ha proposto una chiacchierata a Matteo per fargli qualche domanda rispetto all’utilizzo e l’importanza della comunicazione nel suo lavoro, le sue risposte ci sono sembrate veramente interessanti, ci auguriamo lo siano anche per voi.

Buona lettura!

  • Matteo Burico, 32 anni Assessore e… ufficio stampa dei Lavori Pubblici di Castiglione del Lago?

Innanzitutto, grazie per il “ragazzo”, ma ormai l’età avanza e le responsabilità accelerano il processo di invecchiamento. Comunque, a parte gli scherzi e i convenevoli, vi assicuro che fare l’Assessore ai Lavori Pubblici, in piena crisi 2010, di un Comune come Castiglione del Lago, che ha risorse per 15000 abitanti e un’estensione territoriale da 60000, è molto dura e, se vuoi far bene, devi inventarti ogni giorno qualcosa per ottimizzare, migliorare, razionalizzare e soprattutto comunicare. Si comunicare.

Un’Amministrazione pubblica non è un’azienda, e certo un Assessore o un Sindaco non possono e non devono paragonarsi ad amministratori delegati di una s.p.a., perché amministrare il bene pubblico non  significa fare profitto, ma spendere al meglio i soldi dei cittadini per restituirgli servizi, soprattutto a chi non ne ha affatto.

Comunicare è quindi un dovere per chi amministra, un dovere verso i cittadini, e anche se, oggi, l’utilizzo dei nuovi media viene considerato un’innovazione, basterebbe pensare a tutta la trasparenza degli Atti Pubblici che la Costituzione chiede e, soprattutto, ordina alle Istituzioni.

L’ufficio stampa, quindi, non deve essere considerato un “luogo”con tre o quattro scrivanie, l’ufficio stampa di una pubblica Amministrazione deve avere la vocazione di essere un “ufficio stampa diffuso”, un “non luogo”, perché tutti gli uffici devono essere in grado di comunicare e gestire informazioni in tempo reale, in modo semplice ed automatico, senza nessun costo aggiuntivo per la spesa pubblica.

  • Come funziona la comunicazione digitale dell’area del Lavori Pubblici?

L’idea è semplice, abbiamo un sito internet tradizionale che la nostra area utilizza come sito civetta, che periodicamente viene aggiornato, da cui si può accedere alle pagine dei social network Twitter e Facebook. I responsabili di Area muniti di smartphone possono così aggiornare in ogni momento le pagine “cinguettando” in pochi caratteri, cosa stanno facendo e dove sono in quel momento, postando anche immagini e descrizioni. Tutto qua.

  • Quali sono, secondo la tua esperienza, le opportunità aperte dai nuovi strumenti “sociali” (Facebook e Twitter) nella comunicazione di una Pubblica Amministrazione come quella che tu coordini?

Il futuro è un network come Twitter. 140 caratteri non sono un limite comunicativo, ma una forza esplosiva, una razionalizzazione lessicale che ci obbliga a “venire al sodo” senza troppi compromessi.

A questo si aggiungerà sicuramente la possibilità di entrare nel dettaglio, vedere le foto, commentarle, accedere ai progetti, ai testi, ai documenti e ai percorsi decisionali, come in un tradizionale sito web, con la differenza sostanziale che la gestione sarà un percorso diffuso, snodato in vari uffici, che non avranno bisogno di un coordinatore, ma che semplicemente, pubblicheranno atti, che pian piano, si trasformeranno in progetti ed infine in opere pubbliche.

Inoltre la potenza di un social network è quella delle gestione delle emergenze e del feedback in tempo reale dei cittadini, le segnalazioni, i problemi, le critiche….e qualche complimento.

  • In particolare Twitter sembra molto calzante come mezzo di comunicazione in grado di aggiornare in tempo reale su tutto ciò che accade ovunque ci sia qualcuno con un Iphone o uno SmartPhone…

T’ho risposto sopra!

  • Insomma, un modello di comunicazione finalmente “dal Basso”?

Dalla vetta più alta direi… Il cittadino ha un punto di osservazione privilegiato sul “problema”, perché lo vive, lo subisce e, quindi, all’Amministrazione non resta che “sfruttare” la segnalazione per capire le difficoltà, il disagio e, se possibile, tentare di superarlo, di risolverlo. Un’Amministrazione ci deve essere, ci essere sempre, a tutte le ore e per ogni problema, anche il più insignificante. Perché se ho un lampione spento per qualche ora davanti casa, io, a 32 anni, dico, bhe, “chisseneimporta”, magari però, una signora sola di 80 anni non vede l’ora che qualcuno risolva il problema, per lei, gravissimo.

  • E’ un’occasione per le Amministrazioni Pubbliche di aprirsi ai cittadini?

Il bello è che non saranno le Amministrazioni a cogliere l’opportunità, ma ne saranno travolte.

La vera svolta sarà sfruttare positivamente la comunicazione per dare un servizio, per essere davvero Amministrazione Pubblica e non certo cercare strategie difensive per barricarsi dietro a steccati istituzionali, che risulterebbero, alla fine, più fragili di castelli di carta.

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L’Italia…2.0?

21 Nov

A circa un anno di distanza dalla pubblicazione del post che analizzava la nascita del nuovo sito del turismo italiano Italia.it, nel quale criticavamo la totale mancanza di elementi web 2.0 che consentissero interazione tra gli utenti del sito, siamo ritornati a controllare l’evolversi della situazione. Proprio come promesso.

Il sito nel suo complesso è pressochè invariato nei contenuti e nello stile grafico, rimanendo sostanzialmente legato ad una funzione di vetrina. Manca ancora di interattivita’ non offrendo così la possibilità di essere utilizzato anche al di là della mera funzione informativa (per organizzare un viaggio per esempio!).  Capacità che risulta essenziale, dal nostro punto di vista, per promuovere realmente il circuito turistico e concretizzare nuove opportunita’ per gli operatori del settore cosi’ come per gli stessi viaggiatori.

C’e’ anche una nota positiva da segnalare, pero’: l’affiancamento al sito italia.it della community joinitaly.it. In essa sono reperibili foto ed informazioni caricate direttamente dai viaggiatori e si riscontra una possibilita’ reale di creare conversazione. Certo, la community ospita anche operatori del settore (proprietari di agriturismi, hotel, agenzie, etc), che pubblicano foto e documenti vari cercando di fatto uno spazio promozionale. Ovviamente ciò lede, anche se solo parzialmente, quello “spirito dal basso” che contraddistingue gli ambienti sociali in rete apportando un danno alla credibilità delle notizie e dei contenuti realizzati direttamente dai “viaggiatori reali”. Probabilmente, basterebbe rendere trasparente la fonte del messaggio e la natura delle informazioni pubblicate per determinare una possibilità di confronto tra l’offerta e la soddisfazione degli utenti.

Nel complesso però, possiamo comunque dire che la strada intrapresa dal Ministero del Turismo nell’utilizzo delle tecnologie 2.0, con l’implementazione del portale italia.it, si stia indirizzando verso la giusta direzione. Speriamo, naturalmente, che tutto cio’ possa condurre ad una piena usabilita’ del sito da parte degli utenti e ad una loro piena soddisfazione.

LO CHIEDIAMO DIRETTAMENTE A MARCO MASSAROTTO

28 Lug

Qualche tempo fa Bulogorate ha proposto un post chiamato Dal Target al Network, in cui si invitata alla lettura di un testo Internet P.R. – Il dialogo in rete tra azienda e consumatori. Testo che, oltretutto, abbiamo trovato decisamente interessante per diverse ragioni.

Dopo aver letto il libro e aver iniziato a seguirne l’autore in giro per il web,  Bulogorate ha pensato di proporre direttamente a lui qualche domanda riguardo allo sviluppo della comunicazione in rete.

Marco Massarotto, questo è il nome dell’ autore, ha infatti risposto a qualche domanda offrendoci una nuova possibilità di riflessione.

Speriamo siate curiosi!

Bulogorate – Porrei subito l’attenzione su un fattore, secondo me, fondamentale: l’ascolto. Non esiste processo di comunicazione senza ascolto, ma paradossalmente pare che fino a pochi anni fa le aziende si accontentassero di “fare senza”.

Bulogorate. In che modo le nuove applicazioni di internet rinnovano il processo di comunicazione e cosa possono trarne le aziende e i potenziali utenti/consumatori?

Marco. In realtà le aziende hanno sempre ascoltato il mercato, con le ricerche e le rilevazioni più disparate. Il limite di questi strumenti è che sono artificiali e difficilmente le persone convocate nei focus group esprimono davvero quello che pensano. Su internet si può trovare la voce spontanea del proprio mercato, poi va analizzata e “pesata” nel modo corretto, e qui torneranno le professionalità del settore.

Bulogorate. Quali sono le nuove frontiere dell’ascolto e della gestione della reputazione per le Aziende in rete? Possiamo dire che internet è (o sarà) l’ambiente dove si potranno creare nuove opportunità di lavoro nella comunicazione d’impresa?

Marco.  Si sono già create molte opportunità di lavoro, la nostra agenzia ha creato più di 20 posti di lavoro dal nulla in tre anni e moltissime aziende stanno cercando figure dedicate ai social media o al web in generale. Le attività che si stanno affermando e si affermeranno sono il monitoraggio della brand reputation, il community management e le p.r. nel senso di saper creare eventi online, di costruire attenzione e partecipazione.

 Bulogorate – Come si evince dal libro “Internet P.R.”, l’applicazione del “web 2.0” determina inevitabilmente lo spostamento di attenzione dal mezzo di comunicazione ai soggetti coinvolti nel processo di comunicazione:

Bulogorate. Credi che ciò comporti per le aziende la necessità di essere quanto più trasparenti possibile?

Marco. Una buona comunicazione si è sempre concentrata sulle persone e non sui mezzi. Internet ha dato alle persone un grande protagonismo e rende impraticabile una cattiva comunicazione, cioè quella fatta pensando al mezzo e non ai destinatari.

Bulogorate. In che modo l’incapacità di attuare una comunicazione fedele alla realtà potrebbe ritorcersi contro l’azienda stessa?

Marco. Non credo si ritorcerà contro l’azienda la cattiva comunicazione, ma il cattivo comportamento. Le aziende sono sempre più esposte al “ritorno” del comportamento proprio e di chi le rappresenta (dipendenti, manager, partner…). E’ importante comunicare bene online per contenere e gestire situazioni di crisi che nascano da un comportamento dell’azienda.

Bulogorate. Perché è così difficile per le imprese (o per chi fa comunicazione in esse) trovare quella che tu chiami “terza voce, quella relazionale… vera, diretta, varia”?

Marco. Perché è una voce nuova, e come tutte le cose nuove non si trovano coi processi esistenti, ma occorre sempre tempo e…fatica.  Ma è anche una grande opportunità e molte aziende stanno iniziando a coglierla.

Bulogorate. Credi che le aziende stiano accogliendo le novità di cui racconti nel tuo libro come un’opportunità o trovi che ci sia un po’ di reticenza se non addirittura di resistenza all’innovazione? L’eventuale resistenza deriva da un problema di costi o di “incomprensione del problema” da parte della coalizione dominante?

Marco. Vedo tre atteggiamenti:

–          L’adozione (e comprensione) di Internet come piattaforma di comunicazione e quindi di tutte le opportunità che offre.

–          La ricerca di scorciatoie o un uso di internet fatto con logiche non proprio adatte o, peggio, la gestione di attività su internet tanto per dire che le si fanno.

–          Uno stupore cosmico che lascia molte aziende ancora “paralizzate” di fronte alla Rete dovuto a ignoranza (non più giustificabile ormai, però) o paura di confrontarsi con strumenti nuovi.

Bulogorate – Io come te, credo che il web stia spalancando molte nuove porte per la comunicazione, ma mi accorgo spesso che questo valore non è colto da coloro che lo utilizzano (a prescindere dal loro ruolo).

Bulogorate. Credi che esista un modo per “educare” all’utilizzo dei nuovi canali presenti in rete o che ci sarà un’evoluzione naturale che ci porterà ad avere utenti più consapevoli e manager più lungimiranti?

Marco.  Si esiste, basta studiare (e ci sono fin troppi momenti di formazione) e soprattutto USARE internet, praticarlo, conoscerlo in prima persona. Vedo troppi manager commissionare lavori su facebook senza esserci.

Bulogorate. Il passaggio dall’era dei mass media a quella dei personal media è oramai iniziata. Quali saranno i tempi e i modi, secondo te, di questa evoluzione? Come cambieranno i rapporti di forza tra gli strumenti utilizzati oggi dal relatore pubblico (media, lobby, internet, rapporti personali, etc)?

Marco. I tempi sono già passati, nel senso che non è qualcosa che sta arrivando è qualcosa usato quotidianamente da 20milioni di italiani. Credo che internet finirà per fondere e riunire in sé tutte le ipogee di contenuto (testo, immagine, audio/radio, televisivo…  e che serviranno le tecniche.

Alle porte delle elezioni, campagna e comunicazione: sta cambiando qualcosa? (2)

25 Mar

Dopo aver dato uno sguardo allo svolgimento della campagna elettorale in rete per la Regione Umbria, ci spostiamo al sud per approfondire un’analisi della situazione in Campania.

Tra i principali candidati alla presidenza regionale in Campania, infatti, la sfida sembra essere molto viva anche su web. D’altronde la regione è nel mirino di molti e, dopo essere stata causa di discussioni e dibattiti a lungo, prima ancora dei tempi della campagna elettorale, è diventata con quest’ultima una vera e propria arena. Noi cercheremo esclusivamente di capire, se e quanto venga colta la possibilità di utilizzare il canale internet come mezzo al proprio servizio in questo contesto.I candidati alla nomina regionale sono: Vincenzo De Luca (coalizione di centro-sinistra), Stefano Caldoro (coalizione di centro destra), Roberto Fico (Movimento a 5 stelle), Paolo Ferrero (Rifondazione comunisti itlaliani).
La nostra attenzione si è concentrata sui primi tre dettati secondo l’ordine indicato, semplicemente perché in rete si trovano pochissime tracce relative alla campagna di Paolo Ferrero.

Il candidato Stefano Caldoro ha un proprio sito che svolge la tipica funzione di vetrina. Il sito ha una grafica moderna e abbastanza chiara, ma si limita a presentare contenuti “classici”: introduzione al candidato, programma, agenda, galleria fotografica e rimando ai social network di maggiore interesse (twitter, youtube, facebook). Ci muoviamo brevemente lungo il percorso tracciato per scoprire che, in realtà, Twitter non è altro che un’ulteriore vetrina di rimando dei maggiori interventi del candidato, con appena 41 followers. Youtube, francamente, sembra una tv personale del candidato; pare non esserci nessun commento (135 video caricati per 14700 visualizzazioni totali)! Approdiamo a Facebook, dove la situazione sembra ravvivarsi parzialmente: “pagina-fan” con 12,395 (dati relativi all’ultimo aggiornamento) persone al seguito. Su questa pagina troviamo i links ad alcuni articoli di riferimento e qualche nota dichiarativa riguardo la posizione del candidato su questo o quel tema, sicuramente maggiore presenza di utenti che commentano volentieri e cercano in modo evidente, una possibilità di partecipazione trovando però solo quella di esprimere il proprio apprezzamento o dissenso rispetto a quanto pubblicato. Il problema è comprendere come possa fare un potenziale utente a ricevere un riscontro, considerato che sembra non si tenga conto della bidirezionalità del mezzo che viene utilizzato. Oltretutto, ci meravigliamo di non trovare alcun riferimento di contatto: indirizzo, mail, numeri per chiunque volesse concretamente cercare un riscontro. Insomma, si occupa tanto spazio, ma non si utilizzano le potenzialità interattive della piattaforma prescelta.

Ci spostiamo sul sito di Vincenzo De Luca. A prima vista pare di ritrovare una situazione molto simile alla precedente: sito-vetrina che permette di introdurre il candidato, di presentare programma, news, agenda, ma si trovano pubblicati i consueti “contatti”, almeno le vecchie linee telefoniche e gli indirizzi mail sono disponibili e diffusi tramite la rete.
In questo caso il collegamento a Flickr si sostituisce a quello a Twitter trovato precedentemente, e inoltre c’è un Feed RSS. Ma procediamo velocemente, Flickr è utilizzata come una semplice galleria fotografica: un unico album e nessun commento. Ci spostiamo su Youtube e ci lasciamo sorprendere dal fatto che i maggiori interventi pubblicati trovino riscontro in svariati commenti (91 video caricati per 120928 visualizzazioni totali). In realtà, si tratta ancora di poche risposte che tendenzialmente non generano alcuna possibilità di discussione, ma qualcosa comincia a muoversi.
Arrivando a Facebook, ci si rende conto che è sicuramente questo il luogo a cui viene prestato maggiore interesse, ma soprattutto ci accorgiamo che oltre alla “solita” pagina con 56,529 fans, alla costante pubblicazione di aggiornamenti, discussioni, video e link di riferimento, oltre ai commenti e gli interventi di tanti, sono pubblicati video prodotti direttamente dai sostenitori del candidato e viene offerta la possibilità di proporre e discutere della scelta grafica da presentare per la comunicazione durante i giorni delle elezioni. C’è un numero verde sempre attivo e un indirizzo mail che esula dalle funzioni di segreteria: un riferimento per chiunque abbia interesse ad approfondire una data questione. In pratica esiste una parte dello staff o comunque un servizio preposto alla gestione di questo canale. Dovrebbe essere il minimo, eppure è probabilmente la più alta forma di interazione che si è riscontrata finora.

Ci muoviamo ora alla ricerca di Roberto Fico, un ragazzo di 35 anni laureato in Scienze della comunicazione e sostenuto da una lista civica (Movimento a 5 stelle) legata alla figura di Beppe Grillo: questo genera inevitabilmente delle aspettative in termini di comunicazione in rete! La prospettiva cambia: il Movimento a 5 stelle si propone, infatti, di fare politica attraverso il web, non ha sedi né strutture verticali e trova un riferimento nei MeetUp, siti in cui si discute delle varie questioni.  L’intento dichiarato è proprio quello di fare una campagna virtuale e low-cost che crei spot da far girare in rete tramite le piattaforme più popolari, cerchi metodi alternativi alla pubblicità tradizionale per generare azioni comunicative (come i flash-mob in cui dei passanti si incrociano in un luogo pubblico generando attenzione e curiosità per poi disperdersi tra la folla), ma soprattutto che inviti ad una possibilità di contatto e partecipazione aperta a chiunque. Sul sito del Movimento destinato alla campagna elettorale in Campania, oltre alle informazioni di routine è possibile trovare indirizzi e-mail destinati alla raccolta di interventi relativi al programma o a suggerimenti pertinenti, oltre che svariati commenti, tra cui molti dei candidati stessi. Esiste una possibilità di discussione diretta e partecipata in rete.
La presenza su Facebook si sostanzia in due pagine dedicate al Movimento che aggiornano su news e raccolgono gli interventi dei 2.879 fans su una e di chiunque sull’altra (non essendo questa vincolata ad alcuna forma di adesione). I video trasmessi in rete sono contenuti in un canale dedicato su Youtube, aperto a qualche commento e a molte adesioni (256 video caricati per 216.739 visualizzazioni totali). Inoltre, si ha la possibilità di seguire in streaming manifestazioni e incontri del Movimento che gira le piazze italiane e di partecipare con commenti estemporanei in chat su due nuove piattaforme: Ustream e FreedoCast. Risulta evidente che la scelta sia quella di diffondere materiale informativo in modo capillare attraverso i canali prescelti in rete e di fare del sito del Movimento il nodo centrale del network creato: per l’approfondimento, ma soprattutto per l’incontro! Non ci meraviglierebbe di ritrovare il Movimento anche su piattaforme non citate, in quanto sembra muoversi per estensione e cercare sempre nuovi canali.

Non conosciamo i dati relativi ai riscontri che hanno in rete i diversi candidati, ma superficialmente si potrebbe dire che la situazione sia mediamente simile per tutti: tutti hanno capito che bisogna esserci! Eppure è chiaro che questo non basta ed è proprio qui che si può riscontrare la differenza. Conclusioni? Qualcuno occupa solo spazio, qualcun altro sperimenta la rete come nuova possibilità anche se forse non sa ancora come muoversi al meglio, qualcun altro ha solo bisogno che la gente scopra le tante possibilità offerte dalla rete e si abitui ad intendere diversamente la “comunicazione”. Solo allora, intenti ed iniziative potranno essere alimentate da molte più risposte per espandere la loro portata e la loro capacità e generare un circolo virtuoso.

La speranza di Bulogorate è sempre la stessa: che i “sintomi positivi” riscontrati possano diffondersi prima della prossima chiamata alle urne!

Alle porte delle elezioni, campagna e comunicazione:sta cambiando qualcosa?

22 Mar

Nòva, l’inserto del “Sole 24 Ore” del giovedi, pubblicava, nella sua edizione dell’undici Marzo 2010, un articlo a firma di Antonio Di Corinto che analizzava l’approccio e l’utilizzo delle tecnologie del “web 2.0” da parte dei candidati alle prossime elezioni regionali. Il quadro tracciato dall’autore è costeggiato da luci ed ombre, con i partiti (e con loro i candidati) che si sono affacciati in maniera più organica all’utilizzo dei blog, dei social network, delle applicazione su mobile. Tuttavia, notava l’autore, lo spazio riservato alla discussione sembra ancora distante dall’essere effettivo, con una quasi totale assenza delle discussioni e dei commenti sulle varie piattaforme “sociali” del web.
Dopo la lettura dell’articolo siamo andati a vedere com’era la situazione della comunicazione politica online messa in campo dai candidati alla presidenza della Regione Umbria. Il quadro che ne emerge tratteggia un utilizzo sporadico e poco bidirezionale da parte di tutti i candidati in questione. Vediamo ora nel dettaglio come affrontano la comunicazione in internet i tre candidati Marini, Modena e Binetti.
Catiuscia Marini ha un sito personale che svolge la funzione di “vetrina” per tutto quello che concerne la classica informazione politica: programma, foto, video etc. Il sito ha i links di rimando ai social network più importanti e diffusi in Italia come Twitter e Flickr dove la presenza della candidata è ancora allo stato embrionale, essendo strutturata con soli 57 followers sulla piattaforma Twitter e con la sola presenza di un album fotografico su Flickr (nel quale non abbiamo rintracciato alcun commento). La pagina personale della Marini su Facebook è vincolata all’accettazione “dell’amicizia” mentre i gruppi che sostengono la candidata sono praticamente privi di interazione tra gli amministratori e i componenti dei gruppi stessi, questi ultimi ricevono pertanto solo una comunicazione di tipo “passivo”. I componenti del gruppo ricevono cioè, una comunicazione unidirezionale, dalla fonte al ricevente, senza innescare quel feedback essenziale nel mondo dei social network. I video caricati su Youtube non presentano commenti.
Fiammetta Modena possiede al pari della sua antagonista un sito personale da dove si sviluppa la comunicazione istituzionale. I links per i social network in questo caso sono più numerosi, con la presenza anche di un blog sulla piattaforma WordPress, Liquida ed un feed Rss. Per quanto concerne l’utilizzo di Twitter e Flickr vale lo stesso discorso fatto per la Marini, impiego saltuario e con nessun ritorno da parte degli utenti. I contenuti sulla piattaforma di Youtube sono senza commenti, il blog personale della candidata non ha commenti ai post che comunque prima della pubblicazione richiedono l’autorizzazione da parte dell’amministratore della pagina. La pagina Facebook a sostegno della Modena ha un carattere peculiare rispetto a quello analizzato finora: sono presenti post e commenti degli utenti, in particolare abbiamo riscontrato anche la presenza di vere e proprie discussioni non controllate tra persone anche di diverso schieramento politico. Possiamo dire che questo è l’unico caso di feedback comunicativo riscontrato in questa piccola ricerca.
Per quanto concerne l’ultima candidata, Binetti, possiamo soltanto dire che ha un sito personale dal quale non si accede ad alcuna pagina “social”, lo spazio web della candidata si riduce soltanto ad una classica vetrina senza alcuna interattività con gli utenti.

Concludendo possiamo dire che il panorama umbro della comunicazione politica in internet è molto lontano dall’essere interattivo e bidirezionale, almeno nelle apicalità dei candidati alla Presidenza della Regione, fatta salva la “mosca bianca” di Facebook di Fiammetta Modena.
Non ci resta che augurarci un cambiamento di tendenza… nel 2015!!!

“Lo scenario della professione”

17 Dic

Bulogorate riprende finalmente il discorso su “Lo specchio infranto”. Il video-libro realizzato a cura di Toni Muzi Falconi e Fabio Ventoruzzo che abbiamo introdotto non molto tempo fà. Passo dopo passo Bulogorate presenterà ogni capitolo del suddetto testo.
Iniziamo quindi con l’introduzione del primo dvd. Buona lettura!

“Come si forma l’opinione pubblica: la pervasività delle relazioni pubbliche”
Il dvd si apre con le parole di Toni Muzi Falconi che introduce la materia delle relazioni pubbliche e in particolare parla del carattere di pervasività della stessa disciplina. Il Docente sottolinea fin dall’inizio come il grande pubblico non conosca realmente il lavoro svolto dai relatori pubblici in quanto questi si rivolgono a segmenti specifici di pubblico, come ad esempio i giornalisti o addirittura altri relatori pubblici (attraverso quello che viene definito “self party endorsment”). Nel quadro presentato il relatore pubblico, anche se indirettamente, incide sulla creazione dell’opinione pubblica attraverso il canale che intrattiene con i propri utenti. Il canale di comunicazione attivato, infatti, prosegue con l’esternalizzazione del messaggio verso il grande pubblico, momento in cui attraverso un articolo di giornale o un post su un blog il messaggio diviene pubblicato e trova così visibilità verso il grande pubblico. In questo modo, il messaggio è sicuramente in grado di svolgere la funzione di pervasività cui accennavamo all’inizio, funzione rappresentata secondo Toni Muzi Falconi, dal modello di Bernays.
La trattazione continua definendo l’attività di relazioni pubbliche come “attività di comunicazione continuativa, consapevole e programmata che un’organizzazione (privata, pubblica o sociale) realizza per creare, sviluppare e/o consolidare relazioni (di qualità) con quei pubblici (influenti) che possono agevolare e/o ostacolare il raggiungimento dei suoi obiettivi”. Toni Muzi Falconi sottolinea come questa attività svolga un ruolo di cerniera e di intermediazione tra il mondo dell’informazione, della politica e dell’economia, aiutando l’uno a dialogare con l’altro.
Una volta descritto che cosa sono le relazione pubbliche viene definito chi è il relatore pubblico, quale è il suo ruolo e come viene svolto. A questo punto la “lezione” di Muzi Falconi ricorre agli interventi degli esperti presenti in sala, arrivando ad affrontare anche temi quali la formazione dell’opinione pubblica e della reputazione con l’aiuto di Chicco Testa.

Con il suddetto confronto si chiude la prima parte di questo capitolo del videolibro e si apre la seconda, incentrata sull’analisi del rapporto tra relatore pubblico e giornalista. Essa riprende la ricerca svolta dallo stesso Muzi Falconi e da Chiara Valentini (presentata con i dvd nel cofanetto del videolibro).
Toni Muzi Falconi ripercorre la nascita delle relazioni pubbliche in America, evidenziando in questo contesto la forte relazione da sempre esistente tra P.R. e giornalismo. Arrivando ai giorni nostri, il docente della New York University introduce il concetto di churnalism che descrive un giornalismo diventato catena di montaggio, dove soltanto una piccolissima parte delle fonti proviene dal giornalismo d’inchiesta e dove i giornalisti sono costretti a produrre un numero sempre più alto di contenuti in un lasso di tempo via via più ridotto.
La discussione tra Muzi Falconi, Testa e gli ospiti in sala si dipana da questi argomenti fino all’analisi del ruolo dei nuovi media (internet su tutti). Questi ultimi vengono descritti come strumenti di comunicazione relazionale in cui si passa dalla comunicazione verso (qualcuno) alla comunicazione con (qualcuno), e proprio tale passaggio viene considerato come una delle sfide più importanti che attendono la disciplina delle relazioni pubbliche. Questo importante cambiamento, d’altronde, trova riscontro nell’adozione del quarto modello di funzionamento delle relazioni pubbliche: il modello di Grunig o anche “a due vie-simmetrico”. In questo modello le relazioni pubbliche devono essere capaci, sempre secondo le parole di Muzi Falconi, di aumentare la propria responsabilità operativa e di lavorare per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica.

DAL TARGET AL NETWORK

15 Ott

Marco Massarotto propone “Internet P.R.”, un testo leggero e di facile lettura che approfondisce un tema complesso come l’avvento del web 2.0 nel mondo della comunicazione offrendo numerosi spunti di riflessione.

“Internet P.R.” espone con semplicità e chiarezza la portata innovativa delle nuove modalità di comunicazione interattiva. Il testo cerca di spiegare come i nuovi media rappresentino una grande opportunità per tutti quei soggetti che intendono la comunicazione come strumento strategico ai fini della definizione della reputazione e del posizionamento aziendale e di brand.
Il libro si presenta apparentemente come come una guida che introduce termini tecnici e significati specificamente legati alle dinamiche proprie della rete (che si scoprono spesso dinamiche sociali); esso si rivela, però poi, un racconto su quanto sia naturale e divertente diventare parte di una rete di relazioni e costruire rapporti solidi e duraturi attraverso la creazione di un canale diretto con i propri utenti/clienti; riuscendo così a generare un buon valore aggiunto per l’impresa a basso costo.
Attraverso le nuove applicazioni presenti nel web, il libro dimostra come la possibilità offerta agli utenti/consumatori di produrre direttamente contenuti e spunti di conversazione, sposti l’accento dal MEZZO di comunicazione alle PERSONE coinvolte nel processo comunicativo.
Massarotto sottolinea, inoltre, come si passi dalla necessità di acquistare spazi di visibilità alla capacità di proporre contenuti interessanti e coinvolgenti per i propri utenti (share of voice/share of mind). La gestione di questo “nuovo” modo di comunicare, naturalmente, non è nè facile nè gratuita; l’autore sottolinea quanto sia necessario essere trasparenti e disposti ad aggiornare costantemente i contenuti, in quanto questi saranno letti, commentati e modificati da una platea di lettori potenzialmente sterminata.
Un dialogo personale, completo, ma allo stesso tempo esteso in termini globali.

Massarotto ricorda quanto la comunicazione sia fatta di PARTECIPAZIONE e ASCOLTO, e introduce con tono pacato ed estrema semplicità, l’utilizzo di uno strumento che può fortemente aiutare a costruire una leadership forte. Infine, citandolo, bisogna ricordare che:
“Il momento migliore per iniziare a costruire la vostra leadership è adesso. Partire ora, ma partire piano: non cercate di ottenere tanto subito. Non state iniziando un’attività per il prossimo trimestre, state iniziando un’attività come minimo per i prossimi trent’anni della vostra azienda.” (p.160)

Un libro consigliato tanto a coloro che “navigano” ancora con difficoltà quanto a tutti coloro che si avvicinano curiosamente al mondo della comunicazione.