Amministrare comunicando. Intervista a Matteo Burico

18 Dic

Le scorse settimane sono state molto ricche di pioggia. Quando piove si possono fare un milione di cose. Ho fatto allora, un giro in internet per guardare la situazione dei fiumi e torrenti che scorrono intorno al mio paese. In rete sono stato accolto da una sorpresa: ho trovato tutto quello che cercavo; Facebook e Twitter mi informavano in tempo reale sulla chiusura delle strade, dei sottopassi e su tutte le situazioni di maggiore pericolo. Dietro questi costanti aggiornamenti c’era (e c’è!) un ragazzo che “per divertimento” fa l’Assessore ai Lavori Pubblici al Comune di Cartiglione del Lago.

Simone

Bulogorate ha proposto una chiacchierata a Matteo per fargli qualche domanda rispetto all’utilizzo e l’importanza della comunicazione nel suo lavoro, le sue risposte ci sono sembrate veramente interessanti, ci auguriamo lo siano anche per voi.

Buona lettura!

  • Matteo Burico, 32 anni Assessore e… ufficio stampa dei Lavori Pubblici di Castiglione del Lago?

Innanzitutto, grazie per il “ragazzo”, ma ormai l’età avanza e le responsabilità accelerano il processo di invecchiamento. Comunque, a parte gli scherzi e i convenevoli, vi assicuro che fare l’Assessore ai Lavori Pubblici, in piena crisi 2010, di un Comune come Castiglione del Lago, che ha risorse per 15000 abitanti e un’estensione territoriale da 60000, è molto dura e, se vuoi far bene, devi inventarti ogni giorno qualcosa per ottimizzare, migliorare, razionalizzare e soprattutto comunicare. Si comunicare.

Un’Amministrazione pubblica non è un’azienda, e certo un Assessore o un Sindaco non possono e non devono paragonarsi ad amministratori delegati di una s.p.a., perché amministrare il bene pubblico non  significa fare profitto, ma spendere al meglio i soldi dei cittadini per restituirgli servizi, soprattutto a chi non ne ha affatto.

Comunicare è quindi un dovere per chi amministra, un dovere verso i cittadini, e anche se, oggi, l’utilizzo dei nuovi media viene considerato un’innovazione, basterebbe pensare a tutta la trasparenza degli Atti Pubblici che la Costituzione chiede e, soprattutto, ordina alle Istituzioni.

L’ufficio stampa, quindi, non deve essere considerato un “luogo”con tre o quattro scrivanie, l’ufficio stampa di una pubblica Amministrazione deve avere la vocazione di essere un “ufficio stampa diffuso”, un “non luogo”, perché tutti gli uffici devono essere in grado di comunicare e gestire informazioni in tempo reale, in modo semplice ed automatico, senza nessun costo aggiuntivo per la spesa pubblica.

  • Come funziona la comunicazione digitale dell’area del Lavori Pubblici?

L’idea è semplice, abbiamo un sito internet tradizionale che la nostra area utilizza come sito civetta, che periodicamente viene aggiornato, da cui si può accedere alle pagine dei social network Twitter e Facebook. I responsabili di Area muniti di smartphone possono così aggiornare in ogni momento le pagine “cinguettando” in pochi caratteri, cosa stanno facendo e dove sono in quel momento, postando anche immagini e descrizioni. Tutto qua.

  • Quali sono, secondo la tua esperienza, le opportunità aperte dai nuovi strumenti “sociali” (Facebook e Twitter) nella comunicazione di una Pubblica Amministrazione come quella che tu coordini?

Il futuro è un network come Twitter. 140 caratteri non sono un limite comunicativo, ma una forza esplosiva, una razionalizzazione lessicale che ci obbliga a “venire al sodo” senza troppi compromessi.

A questo si aggiungerà sicuramente la possibilità di entrare nel dettaglio, vedere le foto, commentarle, accedere ai progetti, ai testi, ai documenti e ai percorsi decisionali, come in un tradizionale sito web, con la differenza sostanziale che la gestione sarà un percorso diffuso, snodato in vari uffici, che non avranno bisogno di un coordinatore, ma che semplicemente, pubblicheranno atti, che pian piano, si trasformeranno in progetti ed infine in opere pubbliche.

Inoltre la potenza di un social network è quella delle gestione delle emergenze e del feedback in tempo reale dei cittadini, le segnalazioni, i problemi, le critiche….e qualche complimento.

  • In particolare Twitter sembra molto calzante come mezzo di comunicazione in grado di aggiornare in tempo reale su tutto ciò che accade ovunque ci sia qualcuno con un Iphone o uno SmartPhone…

T’ho risposto sopra!

  • Insomma, un modello di comunicazione finalmente “dal Basso”?

Dalla vetta più alta direi… Il cittadino ha un punto di osservazione privilegiato sul “problema”, perché lo vive, lo subisce e, quindi, all’Amministrazione non resta che “sfruttare” la segnalazione per capire le difficoltà, il disagio e, se possibile, tentare di superarlo, di risolverlo. Un’Amministrazione ci deve essere, ci essere sempre, a tutte le ore e per ogni problema, anche il più insignificante. Perché se ho un lampione spento per qualche ora davanti casa, io, a 32 anni, dico, bhe, “chisseneimporta”, magari però, una signora sola di 80 anni non vede l’ora che qualcuno risolva il problema, per lei, gravissimo.

  • E’ un’occasione per le Amministrazioni Pubbliche di aprirsi ai cittadini?

Il bello è che non saranno le Amministrazioni a cogliere l’opportunità, ma ne saranno travolte.

La vera svolta sarà sfruttare positivamente la comunicazione per dare un servizio, per essere davvero Amministrazione Pubblica e non certo cercare strategie difensive per barricarsi dietro a steccati istituzionali, che risulterebbero, alla fine, più fragili di castelli di carta.

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